Cobas e Failm di Brindisi parlano di prospettive incerte all’Enel, di richieste portate al prefetto per le ditte appaltatrici e di una formazione regionale che partirà solo nel 2027.
La crisi del petrolchimico e dell’Enel entra tra le ragioni della mobilitazione nazionale e, a Brindisi, assume risvolti molto locali. A spiegarlo sono Roberto Aprile, del sindacato Cobas di Brindisi, e Claudio Capodieci, del sindacato Failm di Brindisi.
Per Aprile la crisi si fa sentire, e all’Enel il quadro resta vago: «non si intravedono questi famosi percorsi di decarbonizzazione, solo poche promesse rispetto alle tante».
Sul petrolchimico il sindacalista racconta di una richiesta fatta al prefetto: «abbiamo chiesto con forza l’altro giorno in prefettura» che i lavoratori, soprattutto quelli delle ditte appaltatrici, siano tutelati di più, così da poter arrivare a «un agognato nuovo posto di lavoro di fronte alla chiusura degli impianti».
«Non si intravedono questi famosi percorsi di decarbonizzazione, solo poche promesse rispetto alle tante»
Roberto Aprile · Cobas Brindisi
Capodieci parte dalla Regione, che a suo dire sta costruendo un percorso di formazione per i lavoratori dell’indotto e della cantieristica, soprattutto di Eni ma anche di Enel. Il problema, spiega, è la tempistica: «questi corsi di formazione partiranno nel primo trimestre 2027». Nel frattempo, riferisce, al prefetto è stato chiesto come si intenda gestire la fase che separa l’oggi da quella data, perché «le aziende dell’indotto stanno licenziando, stanno perdendo le commesse e stanno
aprendo le procedure di cassa integrazione».
La posizione del sindacalista Failm è che i grandi gruppi, a partecipazione statale, debbano aprire incentivi non solo per i lavoratori dell’indotto ma anche per le imprese che li impiegano, come è già avvenuto per i dipendenti diretti. Da qui il rifiuto di una divisione tra categorie: «non bisogna praticamente creare lavoratori di serie A e di serie B», perché, aggiunge, quelli dell’indotto servono queste aziende «da 30 anni». Per incentivi, precisa, intende «l’integrazione al salario quando c’è la cassa integrazione e naturalmente l’incentivo all’esodo».
«Non bisogna praticamente creare lavoratori di serie A e di serie B»
Claudio Capodieci · Failm Brindisi