La vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Patty L’Abbate, sta partecipando alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022, altrimenti detta COP27, che si tiene a Sharm el-Sheikh dal 6 al 18 novembre 2022, sotto la presidenza dell’Egitto. All’evento partecipano oltre 250 parlamentari provenienti da circa 60 Paesi, per discutere delle problematiche del cambiamento climatico nel nostro pianeta.
Durante i lavori, l’On. Patty L’Abbate ha preso parte alla riunione interparlamentare dei Paesi partecipanti alla COP27, con cinque sessioni specifiche: le esperienze sul cambiamento climatico dei Paesi vulnerabili; una migliore interconnessione tra istituzioni per migliorare lo sviluppo sostenibile e l’azione politica sul clima; un maggiore impegno dei parlamentari per il pianeta; la priorità del principio di applicazione della giustizia climatica; la necessità di un’accelerazione dell’energia pulita. “Ci sono dei punti toccati durante la riunione interparlamentare, che ritengo di fondamentale importanza. – ha spiegato la deputata Patty L’Abbate – Innanzitutto gli strumenti della scienza e della conoscenza non possono vivere in una bolla impenetrabile di parzialità. Le conquiste di un Paese o di un gruppo di scienziati devono essere aperte e accessibili a tutti, perché la scienza non ha bandiere.– ha spiegato la docente di economia ecologica – Il diritto ad un ambiente sostenibile va annoverato tra i diritti umani, in quanto modello razionale che preservi il pianeta dai cambiamenti climatici: dobbiamo ricordarci che senza sostenibilità ambientale, domani non ci sarà vita. In generale – ha spiegato Patty L’Abbate – è chiaro che a livello parlamentare in tutto il mondo va fatto di più. Dobbiamo muoverci velocemente verso un’economia verde e vigilare sul rispetto degli accordi di Parigi. Oggi più che mai, in altre parole, abbiamo bisogno di rivoluzionare il modo di governare i Paesi e amministrare i nostri territori: accanto ai principi tradizionali, temi come la transizione ecologica e la mobilità sostenibile non solo devono essere centrali, ma dovranno condizionare ogni scelta nell’azione politico-amministrativa. Penso al green budgeting, quale mezzo per integrare i fini di sostenibilità nell’intero ciclo di bilancio, per rendere ecologici anche gli acquisti di beni e servizi e per evidenziare tutte le lacune degli investimenti pubblici. Per fare questo – continua l’on. L’Abbate – occorre effettuare un cambio di passo anche nella mentalità di amministratori e funzionari. I risultati si raggiungono cambiando gli atti di governo, ma gli atti cambiano se muta la mentalità di chi li predispone. Sotto questo punto di vista – ha concluso Patty L’Abbate – il governo dovrebbe preoccuparsi anche di un’adeguata campagna di informazione, che coinvolga sia la parte politica che quella amministrativa.”