La campagna di scavi archeologici 2023 di Torre Guaceto è stata un successo. Tra le importanti novità che giungono dalla necropoli a cremazione ci sono il ritrovamento della tomba del primo uomo di ceto elevato e vasi per cerimonie funebri contenenti bevande fermentate a base di cereali, la birra dell’età del Bronzo.
Le indagini si sono concluse solo da qualche settimana, e anche se gli archeologi non hanno ancora iniziato a lavorare sui materiali appena rinvenuti, gli entusiasmi e i mormorii che già filtravano nel corso degli ultimi giorni di scavo cominciano a trasformarsi in vere e proprie anticipazioni di un proficuo quadro generale.
“La Soprintendenza è coinvolta in tutti gli aspetti che concernono la tutela dello straordinario contesto paesaggistico e culturale che Torre Guaceto rappresenta – ha commentato la Soprintendente, Francesca Riccio -, le campagne di scavo della riserva stanno arricchendo notevolmente le conoscenze sulla storia del territorio e del suo patrimonio, ponendo le basi per la sua piena valorizzazione. L’importanza e la centralità di Torre Guaceto é testimoniata dalla sua presenza in diversi progetti di tutela e valorizzazione a scala nazionale e internazionale – a partire dal suo coinvolgimento insieme ad altri contesti del territorio brindisino nella candidatura della “Via Appia” alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO” – progetti che richiedono una capacità di fare rete e di realizzare iniziative di sistema”.
Le indagini hanno consentito di accertare che, nonostante le trasformazioni ambientali avvenute nel corso degli ultimi millenni, soprattutto a causa dell’innalzamento del livello del mare, ampi tratti della necropoli a cremazione sono ancora ben conservati sia al di sotto della duna, sia della vegetazione costiera retrostante. Sebbene spesso le tombe risultino danneggiate nella porzione superiore da interventi condotti dall’uomo nei secoli successivi all’abbandono della necropoli, età Ellenistica, e poi forse anche in tempi molto più recenti a causa delle attività connesse con la piantumazione delle tamerici, in qualche caso la perseveranza degli archeologici è stata premiata.
Le singole tombe, con il loro contenuto di resti umani combusti e di oggetti di corredo, costituiscono però solo una parte di quello che lo scavo archeologico sta portando alla luce. Spesso attorno alle urne, ad esempio, sono stati rinvenuti i cosiddetti vasi accessori che, sulla base delle analisi chimiche sin qui effettuate, sembrerebbero aver contenuto bevande fermentate a base di cereali, l’odierna birra, che testimoniano lo svolgimento di libagioni connesse con la deposizione funeraria.
Si tratta perlopiù di fosse colmate di materiali combusti e di pozzetti sul cui fondo sono deposti vasi miniaturistici, coppe capovolte o macine e che potrebbero occupare degli spazi sacri delimitati da recinti e palizzate.