Nota del consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Cristian Casili

La scorsa settimana l’ufficio di presidenza del Consiglio aveva dichiarato inammissibile l’emendamento a mia prima firma per la sospensione del tributo 630 al Consorzio Unico di Bonifica, perché privo della copertura finanziaria. Ho presentato un nuovo emendamento, questa volta con la copertura, ma di nuovo ci è stato impedito di votare, seppure con un referto tecnico diverso, senza il parere dell’ufficio di presidenza, che su mia richiesta, non si è espresso così come già avvenuto la volta precedente. Dispiace che i colleghi De Leonardis e Cera non abbiano assunto una posizione diversa rispetto a quella della presidente Capone, creando malumori nella loro stessa parte politica. Il testo stabiliva che i mancati introiti derivanti dalla sospensione del pagamento del tributo, venissero coperti con la variazione dei Bilanci del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, prevedendo il progressivo abbattimento della spesa per contenziosi collegati ai contributi consortili e la riduzione di 1/3 delle spese di rappresentanza e consulenze esterne. Parliamo di una sospensione non sine die, ma in attesa della redazione del Piano generale di Bonifica e dei successivi piani di classifica, necessari per stabilire i criteri di contribuzione. Una nuova brutta pagina scritta dal governo regionale, che abdica al suo ruolo e decide di non decidere, buttando la palla in tribuna. Ancora una volta si è deciso di calpestare la dignità dei consiglieri regionali, ma soprattutto di migliaia di cittadini e agricoltori che continuano a pagare a fronte di servizi inesistenti. Lo voglio ribadire: la battaglia non si ferma. Lo dobbiamo ai cittadini e agli agricoltori.