Proprio poche  ore fa  altri  morti, che non fanno altro che  far aumentare  un numero   considerevole non più  accettabile.

La “ strage “ dei ciclisti sulle strade italiane  e pugliesi ,   ben  130 decessi  nei primi   sette mesi  del 2025, un numero aggiornato  con  i   tre ciclisti   travolti  e uccisi  a Terlizzi.

Inaccettabile, preoccupante,  e  oramai  le  “ belle parole”, i  proclami  e annunci, non bastano più.

E   intanto, sono soprattutto  le  associazioni,  chi  ama davvero  la bicicletta   e pratica questo sport  anche a livello amatoriale,  a denunciare  e segnalare sino in fondo,  a  fare  proposte.

Come  l’ Associazione  Friends’ BIKE   Brindisi  ( che  da anni  si batte  per la sicurezza  sulle strade, sul territorio brindisino, in Puglia  e  non solo), di cui riceviamo  e pubblichiamo  una nota stampa, su  una  situazione generale  devastante    e  a seguito   della  tragedia  che si  è consumata  venerdì scorso    sulla  Provinciale   che collega  collega San Pietro Vernotico a Cellino San Marco dove il 63enne cellinese Rino Orofalo ha perso la vita sul colpo in seguito all’impatto con un’auto .

“L’ennesimo ciclista è morto sulle nostre strade. Venerdì 1 agosto 2025, lungo la provinciale tra Cellino San Marco e San Pietro Vernotico, Rino Orofalo, 63 anni, è stato travolto da un’auto ed è deceduto sul colpo. Non era un corridore, non era in gara: era semplicemente un cittadino che aveva scelto un mezzo ecologico, silenzioso, pulito. Aveva scelto la bicicletta. Una scelta che, in Puglia, può costare la vita.

Oggi, con rabbia e dolore, siamo costretti a dire ancora una volta che chi usa la bici non è tutelato, che gli utenti deboli della strada – ciclisti e pedoni – sono lasciati soli a combattere contro un traffico sempre più aggressivo, e contro infrastrutture stradali pensate solo per le auto. La strada tra Cellino e San Pietro, dove è avvenuto l’incidente, è una via diritta, stretta, veloce, senza pista ciclabile, senza alcuna protezione per chi pedala. Quante altre croci dobbiamo piantare sull’asfalto prima che qualcuno si decida a intervenire?

Non è fatalità: è abbandono istituzionale

Non basta parlare di “tragedia” o “fatalità”. Questo non è un destino crudele: è una responsabilità politica. Chi progetta, chi amministra, chi governa non può più girarsi dall’altra parte. L’assenza cronica di infrastrutture ciclabili in gran parte della nostra regione non è più tollerabile. I fondi europei, nazionali e regionali esistono, ma non vengono utilizzati o vengono dirottati altrove. La sicurezza in bici non è una priorità per nessuno, e i risultati sono questi: corpi sull’asfalto, famiglie distrutte, dolore che si accumula.
—l tempo delle scuse è finito

Come New Friends’ Bike Brindisi, ci uniamo al dolore della famiglia, degli amici e dell’intera comunità di Cellino San Marco. Ma non ci limitiamo al cordoglio. Pretendiamo risposte e provvedimenti immediati.

Chiediamo: l’istituzione urgente di percorsi ciclabili sicuri tra comuni limitrofi, soprattutto quelli già frequentati da ciclisti urbani e sportivi; l’abbassamento dei limiti di velocità su tutte le provinciali prive di protezioni per ciclisti e pedoni; campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale permanenti, rivolte soprattutto agli automobilisti; maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle ore di punta e nei tratti più pericolosi; un tavolo permanente tra istituzioni, associazioni e tecnici per ridisegnare una viabilità che metta al centro la vita umana e non la fretta dei motori.

Basta parole. Vogliamo fatti

La morte di un ciclista non è un evento isolato: è parte di una mattanza silenziosa, che va avanti da anni nell’indifferenza generale. Non chiediamo miracoli, chiediamo diritti e rispetto. Chiediamo che andare in bici non sia un atto di coraggio, ma una scelta sicura, naturale, civile. Per Rino. Per tutti noi.

Riflessioni, tanta amarezza, che  non avrebbero bisogno  di  ulteriori commenti….

Basta  chiacchiere e pariole,  ci vogliono  i fatti…