“La scadenza del 31 dicembre non era una novità, dal Governo non è arrivata nessuna volontà di tutelare i lavoratori e il territorio, nessun orizzonte per centinaia di famiglie.
Per il futuro di Cerano servono visione e programmazione degli interventi necessari su cui lavorare insieme alla Regione Puglia. E invece, fin’ora, dal governo Meloni si registra soltanto disinteresse e un tergiversare che nulla ha prodotto. Questo non vuole dire transizione, questo vuol dire continuare a mortificare e sacrificare una terra che non si è mai risparmiata. Al Governo e al ministro Picchetto Fratin chiediamo di non dimenticare i lavoratori, quelli diretti e dell’intero indotto della centrale Enel. Cambiare direzione non vuol dire cancellare quello che c’è, ignorare la realtà. Serve concretezza, servono piani e progetti concreti e rassicuranti dei livelli occupazionali. Senza tutto questo non si va da nessuna parte”.
Lo dichiara il Segretario del PD Puglia, Domenico De Santis