La decisione della Corte costituzionale certifica ciò che il Partito Democratico sostiene da tempo: il Governo Meloni ha impugnato una legge giusta, utile e costituzionalmente legittima, solo per ragioni ideologiche e propagandistiche.

Con la sentenza n. 188 la Consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso di Palazzo Chigi contro la legge della Regione Puglia che introduce una soglia retributiva minima di 9 euro l’ora negli appalti pubblici. Un pronunciamento chiaro che smentisce clamorosamente l’esecutivo e conferma la correttezza delle Regioni che scelgono di stare dalla parte dei lavoratori.

Il Governo ha tentato di bloccare una norma che garantisce che nei contratti pubblici non si faccia dumping salariale sulla pelle di chi lavora.

Mentre milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese, la destra continua a opporsi a ogni misura che rafforzi la dignità del lavoro, dagli appalti pubblici al salario minimo nazionale. La sentenza della Consulta dimostra che si può intervenire nel rispetto della Costituzione, se c’è la volontà politica di farlo.

Ora il Governo ne prenda atto e cambi strada. Invece di impugnare le leggi delle Regioni virtuose, apra finalmente un confronto serio su salari, contratti e diritti. Il lavoro non è un costo da comprimere, ma il fondamento della nostra Repubblica.

Il Partito Democratico continuerà a battersi, in Parlamento e nei territori, per salari giusti, contratti dignitosi e stop al lavoro povero. La Consulta oggi ha dato una risposta chiara. Tocca alla politica fare il resto.