Ogni giorno è un’incognita per i lavoratori.
Siamo partiti dalla necessità di decarbonizzare l’assetto produttivo energetico, per ritrovarci purtroppo oggi nella fase più acuta della deindustrializzazione del territorio.
Una dopo l’altra emergono le vere intenzioni che la politica sembra voler attuare, portando Brindisi e la sua provincia sempre più lontano da un reale cambiamento e dalla certezza economica di cui le famiglie hanno bisogno.
La farsa continua. Le grandi aziende sembrano osservare la situazione con distacco — Versalis, Enel, Basell, Euroapi — mentre le piccole imprese si vedono costrette ad accontentarsi di ciò che viene loro offerto fuori dal territorio. A pagarne il prezzo più alto sono sempre i lavoratori, che perdono il posto e vedono aumentare la disoccupazione.
Ci troviamo così davanti a un sistema economico alla deriva. Per questo tutti dovrebbero contribuire a determinare un vero cambiamento: piccole imprese, artigiani, esercenti e l’intero tessuto produttivo devono far sentire la propria voce.
Non possiamo continuare a subire le indecisioni di chi non fa nulla per ristabilire un’azione concreta e forte. È necessario riportare l’attenzione sull’utilizzo degli strumenti sociali e produttivi disponibili — dalla formazione alle opportunità del PNRR e ad altri strumenti — che restano inutilizzati, in attesa delle decisioni di altri. Perché, come si dice dalle nostre parti:
“Li chiacchiri non enchiunu la panza.”
Le parole non riempiono la pancia.
Tonino Licchello