“Il mondo della cultura e dello spettacolo vive da tempo una fase complessa, segnata da risorse incerte e da scelte nazionali che hanno spesso penalizzato realtà storiche, compagnie e presìdi culturali fondamentali per i nostri territori”. 

Così il capogruppo Pd Stefano Minerva e il consigliere Domenico De Santis, stamattina, nel corso dell’incontro tra il gruppo del Partito Democratico e l’assessora alla cultura Silvia Miglietta per discutere del disegno di legge su attività culturali, creative e dello spettacolo.

“Le criticità legate al Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) hanno posto con forza un problema di equità e di tutela del lavoro culturale, determinando esclusioni che hanno colpito esperienze costruite in decenni di impegno e lasciato operatori e comunità in una condizione di grande difficoltà. È dentro questo contesto che il disegno di legge su cultura, creatività e spettacolo rappresenta per il Partito Democratico una priorità politica chiara. Non vogliamo limitarci a intervenire sulle emergenze: vogliamo costruire una visione stabile e una cornice organica per il settore. Per noi la cultura non è un ambito accessorio. È una componente essenziale dell’identità della Puglia, della sua economia, della coesione sociale e della qualità della vita. È anche lavoro, dignità e futuro. Per questo la legge mette al centro le persone che la cultura la rendono viva ogni giorno: introduce tutele più forti, a partire dal rispetto dei contratti collettivi e dall’introduzione di un compenso minimo orario di 9 euro, e promuove in modo concreto l’occupazione giovanile e femminile. Un obiettivo fondamentale è superare la frammentazione che ha spesso indebolito il settore. Lo facciamo attraverso una programmazione stabile, trasparente e costruita in dialogo con i territori, capace di definire priorità, criteri chiari di finanziamento e strumenti per valutare davvero l’impatto culturale, sociale ed economico delle politiche. Grande attenzione è dedicata anche al welfare culturale: la cultura come strumento di inclusione, salute, educazione e contrasto alle disuguaglianze. Allo stesso tempo investiamo su innovazione digitale, sostenibilità e internazionalizzazione, perché la cultura pugliese deve poter crescere, evolversi e dialogare con il mondo. Si tratta di un investimento concreto, con risorse strutturali che rafforzano la capacità della Regione di sostenere il settore in modo continuativo e non episodico. La cultura in Puglia è fatta di professionalità, competenze e maestranze. Non può più reggersi sulla precarietà. È una scelta politica, non un lusso. E per questo continueremo a lavorare perché a chi tiene viva la cultura nei nostri territori vengano finalmente riconosciuti rispetto, diritti e una prospettiva di futuro. Perché dietro ogni progetto, ogni spettacolo, ogni presidio culturale, ci sono persone, comunità e storie che non possono più essere lasciate sole”.