Prima gli applausi. Poi gli abbracci. Infine, tutti con lo sguardo rivolto verso il cielo, mentre il lancio dei tocchi trasformava la fine della scuola nell’inizio di una nuova storia.
È successo all’ITET “Giovanni Calò” di Francavilla Fontana, che nella serata del 6 luglio ha smesso, per una sera, di essere semplicemente una scuola per trasformarsi in un teatro di emozioni condivise.
Più di cento diplomati, insieme alle loro famiglie, ai docenti e al personale scolastico, hanno vissuto il Graduation Day, una cerimonia che è andata ben oltre la consegna simbolica dei diplomi. Fortemente voluta dal dirigente scolastico, Roberto Cennoma, la manifestazione ha inteso celebrare un passaggio di vita: la conclusione dei cinque anni di scuola superiore che chiude un capitolo importante e apre una nuova storia ancora tutta da scrivere.
L’invito a custodire ciò che davvero resterà di questi anni è stato il cuore del toccante messaggio che il dirigente ha dedicato ai suoi ragazzi. Non i voti o le interrogazioni, ma il compagno capace di strappare un sorriso nei giorni più difficili, le emozioni vissute, quei corridoi che oggi sembrano gli stessi di sempre e che domani, invece, avranno il sapore della nostalgia. Ha inoltre ricordato loro che le porte del “Calò” resteranno sempre aperte, quelle di una scuola che continua a essere casa anche quando il percorso si conclude.
Ad accompagnare il pubblico lungo questo emozionante viaggio sono stati la musica, i video che hanno ripercorso gli anni trascorsi insieme, le voci degli studenti e i momenti di riflessione che hanno restituito il senso più autentico della scuola: un luogo dove si cresce, si sbaglia, si costruiscono relazioni e si impara, spesso senza rendersene conto, qualcosa che va ben oltre i libri.
Particolarmente intensa l’interpretazione del monologo ispirato al film “L’attimo fuggente”, che ha riportato al centro il valore del coraggio, della libertà di pensiero e dell’invito a trovare la propria strada, culminando nel sentito ringraziamento che i ragazzi hanno rivolto al loro “capitano”, il dirigente Cennoma, la cui guida «resterà impressa nel cuore per sempre».
A seguire, uno dopo l’altro, gli studenti hanno ricevuto il diploma simbolico. Poi, tutti insieme nel cortile della scuola, hanno dato vita al momento più atteso: un breve conto alla rovescia, gli occhi rivolti verso il cielo e, in un solo istante, i tocchi lanciati in aria hanno disegnato l’immagine più bella. Quella dei sogni che spiccano il volo, pronti ad abbracciare la vita.