Il sindaco della Città di Fasano Francesco Zaccaria risponde alla missiva dell’imprenditore Renè de Picciotto, pubblicata oggi da alcune testate giornalistiche
Abbiamo letto con la consueta attenzione la sortita letteraria del sig. de Picciotto
Apprezziamo la forma, meno la sostanza. E poiché lei parla di chiarezza, sia consentito a questa Amministrazione di ristabilire la verità, senza enfasi ma con i fatti.
Prima bugia: la paternità della spiaggia libera attrezzata.
Lei scrive di aver deciso, “anni fa”, di realizzare su terreni di sua proprietà una spiaggia libera con servizi. Non è così. La scelta di dotare quel tratto di costa di parcheggio, docce e servizi igienici gratuiti, aperti a tutti, è stata una scelta politica di questa Amministrazione. Non sua.
È stato un caso unico in Puglia, voluto proprio per garantire la fruizione libera e gratuita del demanio, contro una stagione di privatizzazioni striscianti. Quella sensibilità, che oggi lei rivendica, non l’aveva mostrata nessuno prima di noi. Né a Fasano, né altrove.
Lei ha gestito, legittimamente, una concessione. Noi abbiamo deciso, che quel pezzo di costa restasse di tutti mediante una collaborazione virtuosa con l’imprenditore che richiedeva la concessione demaniale. Continuerà a esserlo, non “finché lei sarà in vita”, come scrive con una certa solennità, ma finché ci sarà un’Amministrazione che crede nel diritto al mare come bene comune. La titolarità non è un favore, è un dovere.
Seconda bugia: l’“ostilità” del Comune.
L’Amministrazione non è ostile a nessuno. È, semmai, ostile all’idea che la legge sia un optional stagionale. Lo dimostrano gli investimenti – tanti, concreti, documentati – che in questi anni abbiamo realizzato lungo l’intera costa fasanese, da Torre Canne a Savelletri, senza guardare in faccia a nessuno, con l’unico interesse dello sviluppo del territorio. L’elenco sarebbe lungo e, come dice lei, inutile farlo.
Quando un dirigente comunale rileva una presunta illegittimità, non esegue un ordine politico: applica la legge. È il principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, in vigore dal 15 maggio 1997 con la legge n. 127, la cosiddetta Bassanini bis, che ha portato proprio “il principio di divisione tra organi di indirizzo politico e gestione amministrativa”. 
Non è ostilità, è Stato di diritto. E se il TAR le ha riconosciuto una ragione – con un rimborso “parziale e simbolico”, parole sue – non ha certo certificato una persecuzione. Ha certificato un contenzioso, che lei ha scelto di aprire, interamente a sue spese, come ricorda. Noi avremmo preferito investire quelle energie, pubbliche e private, in altro.