Brindisi ritrova la scena all’aperto. Torna “Verdi in città”, la rassegna di teatro e musica giunta alla quarta edizione, con un programma di spettacolo dal vivo che attraversa i mesi di luglio e agosto e porta in piazza alcuni dei linguaggi più diversi della scena contemporanea. La Fondazione Nuovo Teatro Verdi, con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione di Puglia Culture, del Polo Biblio-Museale e della Pontificia Basilica Cattedrale di Brindisi, costruisce anche quest’anno un teatro outdoor nel cuore della città: un percorso tra parola, musica, memoria, mito e racconto, pensato per un pubblico di tutte le età e per chi sceglie di restare a Brindisi durante l’estate.

L’ingresso è libero, senza prenotazione. Tutti gli spettacoli si terranno alle 21 in piazza Duomo, nello spazio antistante il Museo archeologico “Francesco Ribezzo”, ad eccezione del concerto all’alba dell’8 agosto, in programma alle ore 4:30 sulla Scalinata Virgilio.

Si comincia giovedì 23 luglio con “Eduardo, parliamoci chiaro”, interpretato da Nicola Acunzo. Al centro della scena Raffaele Lapena, attore “di fatica” che dopo anni di ruoli marginali intravede finalmente la possibilità di diventare protagonista di uno spettacolo costruito sui testi di Eduardo De Filippo. Ma proprio nel momento decisivo il sogno si incrina: arrivano i dubbi, la paura, il timore di non essere all’altezza. Quando tutto sembra sul punto di crollare, entra in scena Eduardo. Ne nasce un dialogo serrato, ironico e commovente sul mestiere dell’attore, sul coraggio di esporsi e sulla necessità di misurarsi davvero, nella vita come sul palcoscenico. 

La voce di Enrico Lo Verso porta in piazza “Resta diva. Omaggio a Maria Callas”, martedì 28 luglio, con il pianoforte del maestro Mirko Lodedo. Lo spettacolo è un ritratto romanzato e intenso della “Divina”, raccontata attraverso gli uomini che hanno segnato la sua vita artistica e personale. Sul palco una donna fragile e possente, lontana dall’icona immobile e restituita alla sua umanità. Il racconto attraversa le insicurezze giovanili, la consacrazione internazionale, le ferite più profonde, il legame con Giovanni Battista Meneghini e quello con Aristotele Onassis. La parola di Lo Verso e il pianoforte di Lodedo costruiscono un viaggio tra cronaca e leggenda, arte e solitudine, talento e prezzo della celebrità. 

Con “La guerra del vino”, sabato 1 agosto, la rassegna riapre una pagina di memoria contadina e civile. Lo spettacolo di e con Fabrizio Saccomanno – musiche di Marco Schiavone – torna sulle lotte contadine che attraversarono la provincia di Brindisi e il Nord Salento alla fine degli anni Cinquanta. L’inizio della vendemmia del 1957 fu segnato dalle tensioni legate al prezzo d’acquisto delle uve, troppo basso per coprire persino le spese. Ne seguirono scioperi, manifestazioni, comizi e scontri con le forze dell’ordine. Il 9 settembre, a San Donaci, gli spari contro la folla lasciarono esanimi tre giovani vignaioli, tra cui una donna. Il teatro diventa uno spazio di elaborazione collettiva, nel quale la memoria torna a essere una domanda aperta sul tempo presente.

“Bandiera bianca” di Alessandra De Luca, in programma martedì 4 agosto, guarda al lavoro, alla precarietà e alla ricerca di un posto nel mondo. Una riflessione tragicomica costruita a partire da esperienze biografiche minime, private e generazionali. Sullo sfondo c’è Roma: città desiderata, attraversata, subita, capace di promettere molto e di negare tutto un secondo dopo. Dalla provincia del Sud si arriva con grandi ambizioni e ci si scopre piccoli, esposti, fragili. Il racconto passa dagli spaghetti scotti serviti ai turisti alla rendicontazione impossibile dei progetti culturali, dai set improbabili ai teatri pieni di grandi principi sulla carta. Parole e musica si intrecciano in “Le mie donne. Omaggio alle donne che hanno cambiato il mondo”, con Sara Santucci, Chiara Dimaggio e Lorenzo Mancarella a pianoforte e voce, venerdì 7 agosto. Lo spettacolo attraversa vite femminili che hanno inciso nella storia, nella cultura e nell’immaginario collettivo: Coco Chanel, Marie Curie, Frida Kahlo, Rosa Parks, Maria Callas, Marilyn Monroe, Malala Yousafzai e altre figure capaci di superare stereotipi, discriminazioni e convenzioni. La narrazione si intreccia alla musica dal vivo e costruisce una galleria di ritratti diversi per epoca, contesto e destino, ma accomunati da coraggio, visione e forza interiore. 

Uno dei momenti più attesi della rassegna è “All’alba… vi racconto il mio piano”, il concerto all’alba sulla Scalinata Virgilio, sabato 8 agosto alle ore 4:30, con Mirko Lodedo. Musicista e compositore, Lodedo ha firmato numerose colonne sonore per il teatro e per il cinema, collaborando anche con il regista Edoardo Winspeare nei film “L’Anima attesa” e “La vita in comune”. La sua musica lavora sull’essenzialità e sulla capacità del pianoforte di aprire paesaggi interiori. Nel passaggio dalla notte al giorno, il concerto diventa un’esperienza di ascolto: il mare, la luce che arriva lentamente (l’alba è attesa alle 5:52, mentre la luna è calante con il disco illuminato al 28%), la città ancora sospesa, il pianoforte che sfiora il primo respiro del mattino. Un incontro tra luogo, tempo e suono.

L’Italia degli anni Sessanta, le ambizioni di una giovane donna e le canzoni di Domenico Modugno fanno da trama a “Caro Mimmuzzu mia…” di Simona Epifani, in scena martedì 11 agosto. Nina è una cameriera al servizio di una famiglia benestante, ma sogna di diventare attrice. Il cuore è diviso tra l’ambizione personale e l’amore per Mimmuzzu, attore e cantante celebre dell’epoca. Sullo sfondo un Paese in trasformazione, pieno di promesse e contraddizioni. Le canzoni di Modugno amplificano le emozioni della protagonista senza fare dello spettacolo una biografia musicale. “Caro Mimmuzzu mia…” è un viaggio tra desideri, illusioni, sentimenti e disincanto, dentro la ricerca di una vita che possa somigliare ai propri sogni.

Chiude la rassegna “Maledetta primavera. Ché gli Dei non possono piangere” di Daria Paoletta, giovedì 13 agosto. Lo spettacolo riscrive il mito del ratto di Proserpina attraverso lo sguardo di una madre sola, e più ancora di una donna che è stata figlia di una madre sola. Il dolore della perdita, la separazione, la nascita di una nuova stagione vengono affrontati con ironia leggera e sferzante. Paoletta veste ora i panni di Cerere, ora quelli di Proserpina, riportando il mito alla vita quotidiana e rendendolo vicino, riconoscibile, umano. La scrittura attraversa rabbia, fragilità, determinazione e ingiustizia, fino a mostrare come la violenza possa generare altra violenza. 

 

PROGRAMMA

Giovedì 23 luglio, ore 21
Nicola Acunzo
EDUARDO, PARLIAMOCI CHIARO
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Martedì 28 luglio, ore 21
Enrico Lo Verso
RESTA DIVA. Omaggio a Maria Callas
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Sabato 1 agosto, ore 21
Fabrizio Saccomanno
LA GUERRA DEL VINO

musica di e con Marco Schiavone
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Martedì 4 agosto, ore 21
Alessandra De Luca
BANDIERA BIANCA
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Venerdì 7 agosto, ore 21
Sara Santucci, Chiara Dimaggio
LE MIE DONNE. Omaggio alle donne che hanno cambiato il mondo
Lorenzo Mancarella, pianoforte e voce 

Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Sabato 8 agosto, ore 4.30
Mirko Lodedo
ALL’ALBA… VI RACCONTO IL MIO PIANO

CONCERTO ALL’ALBA
Scalinata Virgilio

Martedì 11 agosto, ore 21
Simona Epifani
CARO MIMMUZZU MIA…
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”

Giovedì 13 agosto, ore 21
Daria Paoletta
MALEDETTA PRIMAVERA. Ché gli Dei non possono piangere
Piazza Duomo | Museo archeologico “Ribezzo”