Una strada, una piazzetta o uno slargo di Brindisi potrebbero essere intitolati a Natale Santantonio, il giovane brindisino di 28 anni che perse la vita nella tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956.

È quanto propone un Ordine del Giorno presentato al Consiglio comunale di Brindisi, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria di un concittadino che, come tanti altri italiani, emigrò in Belgio alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita, trovando invece la morte nelle profondità di una miniera.

La proposta parte dalla ricostruzione di una delle pagine più dolorose dell’emigrazione italiana del dopoguerra. Nel 1951, infatti, Italia e Belgio sottoscrissero un accordo che prevedeva l’invio in Belgio di 50mila lavoratori italiani, al ritmo di circa 2mila a settimana, in cambio della fornitura di carbone. Gli emigrati dovevano essere giovani e in buone condizioni di salute, con un’età inferiore ai 35 anni.

Cinque anni dopo, l’8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, un incendio provocò una delle più gravi tragedie minerarie della storia dell’emigrazione italiana. Rimasero uccisi 262 minatori, 136 dei quali italiani.

Tra le vittime vi fu anche Natale Santantonio, brindisino di appena 28 anni, partito dalla sua città e dal Mezzogiorno d’Italia per cercare un’occupazione e costruirsi un futuro. Una storia personale che si intreccia con quella di migliaia di italiani costretti a lasciare la propria terra in cerca di lavoro.

L’Ordine del Giorno sottolinea come, a Brindisi, siano ancora presenti alcuni discendenti diretti di Santantonio. La memoria della sua vicenda, tuttavia, sarebbe oggi affidata principalmente a una targa consegnata alla famiglia e a un attestato affisso nell’anticamera del Sindaco. Entrambi furono realizzati in occasione di una manifestazione commemorativa organizzata nel 2016, nel 60° anniversario della tragedia, dall’Associazione Italiani nel Mondo, sezione di Specchia.

Da qui la richiesta di individuare uno spazio pubblico della città da intitolare al giovane minatore brindisino. Un gesto dal forte valore simbolico, non soltanto per ricordare Natale Santantonio, ma anche per rendere omaggio a tutti i lavoratori italiani emigrati all’estero e alle vittime del lavoro.

La tragedia di Marcinelle ha infatti assunto negli anni un valore nazionale. Nel maggio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del Ministro dell’Interno, conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile ai 136 minatori italiani morti nell’incendio della miniera. Tra questi anche Natale Santantonio.

Già nel 2001, inoltre, su proposta dell’allora Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, il Governo aveva istituito la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, celebrata ogni anno l’8 agosto, proprio in memoria delle vittime di Marcinelle e del sacrificio dei lavoratori italiani emigrati.

L’intitolazione di una strada o di uno spazio pubblico a Natale Santantonio rappresenterebbe quindi, secondo la proposta, un atto concreto di memoria e riconoscimento. Un modo per riportare nella storia della città il nome di un giovane brindisino che, oltre settant’anni fa, lasciò la propria terra per lavorare e non fece mai più ritorno a casa.

Una memoria da consegnare alle nuove generazioni affinché il sacrificio di Natale Santantonio e degli altri minatori italiani di Marcinelle non venga dimenticato.


Ordine del Giorno

“richiesta di intitolazione di una via al nostro concittadino Natale Santantonio”

il Consiglio Comunale di Brindisi

PREMESSO CHE

nel 1951, un patto siglato tra Italia e Belgio, prevedeva l’invio di 50mila minatori, al ritmo di 2000 a settimana, in cambio di 200 kg di carbone al giorno per ciascun lavoratore italiano. Tutti gli emigrati dovevano essere sani e giovani con meno di 35 anni di età;

VISTO CHE

l’otto agosto 1956, in località Marcinelle, un grave incidente all’interno della locale miniera costò la vita a 232 operai, rimasti intrappolati all’interno a causa di un incendio, e che ben 136 di costoro erano italiani;

CONSIDERATO CHE

tra quelle vittime era presente un nostro concittadino, NATALE SANTANTONIO, di anni 28, anch’egli partito dal meridione d’Italia, e nel caso specifico dalla nostra Città, in cerca di lavoro, trovando in vece la morte;

TENUTO CONTO CHE

A Brindisi sono presenti alcuni discendenti diretti di Natale Santantonio, ma che purtroppo l’unica memoria di quanto avvenne è una targa consegnata alla famiglia, ed un attestato affisso al muro nell’anticamera del Sindaco, ambedue voluti dall’Associazione Italiani nel Mondo, sezione di Specchia (LE), in occasione di una manifestazione a ricordo tenuta nel 2016, in occasione del 60° anniversario della tragedia;

FA VOTI

affinchè sia intitolata al nostro concittadino una strada, una piazzetta, uno slargo, anche in considerazione dell’alto valore simbolico che la tragedia ha assunto a livello nazionale, considerando che, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel maggio 2005 decretò, su proposta del Ministro dell’Interno, il conferimento della medaglia d’oro al Merito Civile ai 136 minatori italiani morti nella miniera di Marcinelle, e tra loro ovviamente anche al 28enne brindisino Natale Santantonio, e che già nel 2001, su proposta dell’allora Ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia, in nome delle vittime di Marcinelle, il governo istituì la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, che ricorre ogni 8 agosto, e che qui oggi con questo odg celebriamo.

Cesare MEVOLI