Si conclude con una sentenza di assoluzione l’annosa vicenda giudiziaria relativa alla gestione del canile comunale di Brindisi, affidata alla società in house BMS.
Il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, presieduto dal giudice dott. Zullo, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti delle persone coinvolte nel procedimento. La vicenda aveva avuto origine da un esposto nel quale venivano segnalate presunte irregolarità nella gestione della struttura.
A processo erano chiamati a rispondere delle contestazioni Giovanni Palasciano, amministratore della BMS, e Pierfrancesco Ruggiero, responsabile del canile, difeso dall’avvocato Roberto Cavalera. Per entrambi le contestazioni riguardavano, tra l’altro, il presunto inadempimento di contratto di pubblica fornitura e il reato di maltrattamento di animali.
La medesima ipotesi di maltrattamento di animali era stata contestata anche all’ingegnere Antonio Iaia, difeso dall’avvocato Gabriella Dell’Aquila, e al geometra Antonio Canaviglia, difeso dagli avvocati Carin Pantaleo e Vincenzo Farina. Nei loro confronti le contestazioni riguardavano, in particolare, presunte omissioni nell’attività di controllo, monitoraggio e vigilanza sulla gestione del servizio.
Secondo quanto emerso nel procedimento, l’indagine era scaturita da un esposto che segnalava una serie di presunte criticità e irregolarità nella gestione del canile da parte della società affidataria.
Nel corso della lunga attività dibattimentale sono state esaminate le diverse contestazioni formulate dalla Procura. Al termine dell’istruttoria, il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione degli imputati, ritenendo non raggiunta la prova delle contestazioni loro attribuite.
Le accuse erano state sostenute dal pubblico ministero, dott. Montinaro, ma, secondo quanto riferito dalla difesa, non avrebbero trovato adeguato riscontro nell’attività dibattimentale.
La vicenda giudiziaria, particolarmente articolata e caratterizzata da una lunga fase processuale, non si conclude tuttavia con la lettura delle motivazioni. Considerata la complessità del procedimento, infatti, il Tribunale ha riservato il deposito della motivazione della sentenza entro il termine di 90 giorni.
Saranno quindi le motivazioni del provvedimento a chiarire nel dettaglio le ragioni che hanno portato il giudice alla decisione e la valutazione degli elementi acquisiti nel corso del processo.