“Questa mattina, insieme alle altre forze di maggioranza, abbiamo depositato la proposta di legge sul fine vita. È un atto politico preciso, di fronte a persone che attendono risposte la Puglia sceglie di non restare ferma”.

Lo dichiarano il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Stefano Minerva, e il segretario dem e consigliere Domenico De Santis.

“Sappiamo che sarà una discussione complessa e che attraverserà sensibilità diverse, anche dentro gli schieramenti. Ma proprio per questo va affrontata. In questi giorni anche esponenti dell’opposizione hanno dichiarato la propria disponibilità a lavorare sulla legge, è la dimostrazione che esistono questioni sulle quali le appartenenze possono non coincidere con le coscienze e sulle quali il Consiglio regionale può misurarsi nel merito.

Noi partiamo da un punto fermo: nessuno può essere lasciato solo nel momento più fragile della propria vita. Non può esserlo davanti alla sofferenza e non può esserlo davanti a una burocrazia incerta, a tempi indefiniti o a risposte diverse a seconda del luogo in cui vive. Non stiamo decidendo al posto delle persone, stiamo facendo esattamente il contrario: costruire le condizioni perché le loro scelte, dentro il perimetro stabilito dall’ordinamento, siano rispettate e accompagnate dalle istituzioni.

Adesso la proposta entra in Consiglio. La discuteremo, ascolteremo e saremo disponibili a migliorarla, senza arretrare sull’obiettivo per cui nasce, trasformare un diritto riconosciuto in un diritto realmente esercitabile. Perché un diritto che esiste sulla carta ma si perde nell’incertezza delle procedure rischia di diventare un privilegio per chi ha più strumenti, più possibilità, più tempo. E su questo non siamo disponibili a voltarci dall’altra parte.

Una proposta di legge che esprime chiaramente l’idea di politica che vogliamo praticare come Partito Democratico. Una politica che sui diritti non aspetta.

Il fine vita interroga le convinzioni più profonde di ciascuno e nessuna legge potrà mai cancellare la complessità di quelle domande ma la complessità non può diventare immobilismo e il rispetto delle diverse sensibilità non può significare che lo Stato scompare proprio quando una persona e la sua famiglia hanno più bisogno di sapere che cosa possono fare, come e in quali tempi.

Per questo non ci interessa trasformare questa legge in una bandiera del PD. Ci interessa portarla fino in fondo. Se esistono in Consiglio regionale disponibilità trasversali, ci confronteremo sul merito, articolo per articolo, con chiunque voglia contribuire seriamente. Ma il punto politico resta chiaro, la libertà di coscienza non può significare lasciare ciascuno solo con la propria sofferenza.

Ci sono momenti nei quali la politica deve avere il coraggio di dire da che parte sta. Noi stiamo dalla parte della dignità delle persone, della loro libertà e di istituzioni che non decidano al loro posto ma non le abbandonano. Fino alla fine”.