Accolgo con piacere che, a seguito del taglio “ indiscriminato “di un pino, e conseguente sdegno di cittadini, il Presidente della Commissione Ambiente del comune di Brindisi, nella persona di Roberto Quarta,indica una riunione della Commissione, aperta alle associazioni che si occupano quotidianamente di tutela dell’ambiente, al fine di redigere in maniera celere il Regolamento del verde di cui il Comune è sprovvisto.
Nel 2017,il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito ai sensi dell’articolo 3 della legge n.10 del 14 gennaio 2013, di concerto con l’ANCI, ha pubblicato le linee guida per la gestione del verde urbano e le prime indicazioni per una pianificazione sostenibile, allo scopo di orientare delle entità, in specie i Comuni.
Le linee guida sono divise in 7 sezioni: la conoscenza e la regolamentazione del verde; la pianificazione strategica del verde; la progettazione del verde; gli indicatori per un governo del verde di qualità; la formazione degli addetti; la comunicazione,la promozione e la partecipazione pubblica.
Nel 2018,Il Comitato ha poi , varato la Strategi a Nazionale del verde pubblico
Ai fini della tutela del verde pubblico,i Comuni devono agire: attuando un censimento
Mettere mano ad un regolamento
Fare il “ Piano del verde”.
Non meno importanti sono anche il piano di monitoraggio e gestione del verde e il sistema informatico del verde( banca dati)
Il Presidente della Commissione Ambiente al Comune,dovrebbe sapere se l’albero in questione era censito,poiché se lo fosse avrebbe dovuto avere un codice numerico su una targhetta posta sul tronco.Un albero censito non può essere abbattuto liberamente,ma solo in casi eccezionali,motivati e improcrastinabili,previa specifica autorizzazione e in ogni caso all’abbattimento deve seguire piantagione compensativa nella propria area verde privata o altra pubblica ( anche in diverso luogo).ISe ci fosse in piedi il Regolamento del verde,in area pubblica,5 giorni prima dell’abbattimento verrebbe posto un apposito cartello, ben visibile, con la motivazione e i riferimenti dell’autorizzazione.Per quanto attiene al taglio di alberi,la mia associazione ,in diversi occasioni si è espressa su tale problematica: noi non diremo mai:” E proprio di là dovevi passare!”.La sicurezza,l’igiene,non sono degli opzional,per cui bisogna trovare il “ coraggio” di dire le cose come stanno e di agire di conseguenza, fermo restando che a espianto,debba formalmente e preventivamente essere individuata l’area di posa a dimora di alberi e arbusti seguendo le indicazioni fornita dalla legge n.10/2013.
Facendo riferimento ad un mio precedente intervento,reso pubblico dalla testata giornalistica “ Brindisi libera” in cui lamentavo la mancanza di un “ Piano comunale del verde”,ci tengo a dire che attualmente in Italia sono poche le città capoluogo di provincia che hanno elaborato il “ piano comunale del verde”.
Per quanto attiene il Regolamento del verde ,non posso non fare riferimento alla L.R. n.23 del 30/05/24 che prescriveva( art. 4) che entro 180 giorni dalla suddetta, la Regione si doveva dotarsi del regolamento regionale per la qualificazione e la valorizzazione del verde urbano con le linee guida( avvenuto il 15/11/2025). Dopo di chè viene espressamente dato il compito ai Comuni di mettere in piedi un Piano Comunale del verde entro 2 anni ( entro il 15/11/27)dall’entrata in vigore del regolamento regionale. Inoltre, c’è da dire che in fase di redazione il Pug deve individuare aree a rigenerazione urbana( aree risorsa e aree risorse speciali): il Piano del verde è strettamente legato al Pug Spetta agli organi comunali il rispetto della normativa e la fornitura di uno schema di regolamento sul quale deve lavorare la commissione consigliare,con il supporto di esperti esterni e con la partecipazione di associazioni ambientaliste.
Sempre in riferimento alla L.R. n. 23 del 30 maggio 2024,invito a leggere ciò che dice l’art. 2.,dal sottoscritto riportato nei contenuti nell’intervento pubblicato sul quotidiano online di informazione “ Brindisi libera”.
Si invitano inoltre gli uffici comunali ad attuare le disposizioni presenti nelle leggi Regionali n. 21 del 29/07/2008 e quella n. 36 del 19/12/23.
Pietro Porcelluzzi