“Il via libera in Consiglio dei ministri alle intese definitive con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, rappresenta una accelerata sull’autonomia differenziata che non possiamo accettare.

Lo scorso luglio è stata depositata una mozione, a mia prima firma, sottoscritta dalle consigliere del M5S e dagli altri capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale, per tutelare l’unitarietà del Servizio sanitario nazionale e richiamare l’attenzione sui rischi legati al trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni. A questo punto riteniamo fondamentale che la mozione sia discussa in aula il prima possibile. Parliamo di una questione fondamentale per la Puglia e tutto il sud Italia. Non possiamo permettere che il luogo in cui una persona nasce o vive determini la qualità delle cure a cui può accedere. L’autonomia dei territori non può tradursi in una maggiore disuguaglianza tra i cittadini. È su questo principio che continueremo a portare avanti il nostro impegno”. Lo dichiara la capogruppo del M5S Maria La Ghezza.
  
“La preoccupazione – continua La Ghezza – riguarda le possibili conseguenze sul sistema sanitario pubblico: maggiori divari tra territori, ulteriore mobilità sanitaria dal Sud verso il Nord e concentrazione di risorse, medici, specialisti e tecnologie nelle Regioni con maggiori disponibilità economiche. Il presidente Decaro ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale e riteniamo importante il supporto anche del Consiglio. Le intese sono state portate avanti senza le necessarie garanzie sui livelli essenziali delle prestazioni e senza un’adeguata valutazione degli effetti sui sistemi sanitari regionali. Ora il Governo compie un ulteriore passo avanti, mentre restano forti le preoccupazioni per le conseguenze sulle Regioni del Mezzogiorno”.

Con la mozione si chiede alla Giunta di formalizzare la contrarietà della Puglia e di promuovere un coordinamento con le altre Regioni che vogliano tutelare l’unitarietà del Servizio sanitario nazionale. Si chiedono inoltre garanzie concrete sul finanziamento dei LEA, criteri basati sui costi e sui fabbisogni standard, adeguati strumenti di perequazione e una rigorosa valutazione preventiva degli effetti delle intese.
“La tutela della salute – conclude La Ghezza – va difesa a ogni livello. Il Consiglio regionale deve affrontare la questione e assumere una posizione netta”.