Carovita, caro energia e crisi industriale: il costo della transizione non può ricadere sui lavoratori e sulle famiglie

La Segreteria Generale della FAILM Servizi Terziario aderisce allo sciopero generale nazionale di venerdì 30 ottobre 2026, proclamato dai sindacati di base, per denunciare il crescente costo della vita, il caro carburanti, l’aumento dei costi energetici, la perdita del potere d’acquisto dei salari e una crisi industriale che continua a mettere a rischio l’occupazione e il futuro di interi territori.

La situazione è particolarmente preoccupante a Brindisi, dove la crisi nazionale si intreccia con le difficoltà del Petrolchimico, di Enel e delle altre realtà produttive del territorio. Grandi gruppi industriali come ENI, ENEL ed ex ILVA sono al centro di processi di trasformazione e riorganizzazione che devono garantire prospettive occupazionali concrete, non lasciare lavoratori e famiglie nell’incertezza.

La crisi dell’indotto non può essere ignorata

La FAILM richiama l’attenzione soprattutto sulla condizione delle aziende e dei lavoratori dell’indotto, che troppo spesso pagano il prezzo più alto delle riorganizzazioni industriali e delle scelte dei grandi committenti.

Nel Petrolchimico di Brindisi, la situazione di aziende come MATI S.r.l., CIMI S.p.A., Welding Duebi e TPS S.r.l. evidenzia le difficoltà legate alle commesse, alla loro continuità e alla sostenibilità dei costi del personale. Quando le commesse vengono meno o non garantiscono condizioni economiche sufficienti a sostenere l’occupazione, il rischio ricade direttamente sui lavoratori, attraverso l’incertezza lavorativa, gli ammortizzatori sociali e la possibile perdita del posto di lavoro.

Non è accettabile che la trasformazione industriale venga presentata come una prospettiva di sviluppo senza affrontare contestualmente il destino di chi oggi lavora negli appalti e nei subappalti.