Il processo si aprirà il 28 aprile 2027 a Brindisi: la moglie e i due figli, intanto, sono già stati integralmente risarciti
È stato rinviato a giudizio per omicidio stradale J. M., il ventiduenne di Cellino San Marco accusato di aver provocato l’incidente costato la vita a Rino Orofalo, il sessantaduenne travolto mentre percorreva in bicicletta la strada provinciale 75, tra Cellino San Marco e San Pietro Vernotico.
La decisione è stata assunta all’esito dell‘udienza preliminare svoltasi ieri, 27 ottobre, al Tribunale di Brindisi, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero dott. Francesco Carluccio. Il processo si aprirà il 28 aprile 2027 davanti al Tribunale monocratico di Brindisi, il giudice sarà il dott. Adriano Zullo.
L’incidente risale al 1° agosto 2025. Erano circa le 15.45 quando Orofalo, residente a Cellino San Marco, stava pedalando in direzione di San Pietro Vernotico. All’altezza del chilometro 2,100 della provinciale, in un tratto rettilineo, la Dacia Sandero condotta dall’imputato, che procedeva nella stessa direzione, urtò con la parte anteriore destra la parte posteriore della bicicletta. Il sessantaduenne fu sbalzato contro l’autovettura e quindi a terra, riportando lesioni che, com’è tristemente noto, non gli lasciarono scampo.
A ricostruire la dinamica del sinistro ed effettuare i rilievi sono stati innanzitutto gli agenti della Polizia Locale di San Pietro Vernotico e l’ing. Massimiliano Bursomanno, incaricato dalla Procura di svolgere la consulenza cinematica. Secondo l’impostazione accusatoria, l’automobilista non avrebbe mantenuto un’adeguata distanza di sicurezza né adottato le cautele necessarie per superare il ciclista, pur disponendo di spazio sulla propria sinistra. Il consulente del Pubblico Ministero, pur stimando una velocità dell’auto inferiore al limite previsto su quel tratto, ha individuato profili di colpa nella condotta di guida, ritenendo che maggiori margini di sicurezza e un’ulteriore riduzione della velocità avrebbero avuto elevate probabilità di evitare l’urto o attenuarne le conseguenze.
Per essere assistiti e tutelati, la moglie di Rino, Letizia Veronesi, e i figli Angelo e Mirco Daniele Orofalo si sono rivolti, attraverso l’Area Manager Puglia Luigi Cisonna, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale e internazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, unitamente all’avvocato penalista Aldo Fornari. Nell’ambito dell’assistenza prestata, Studio3A ha inoltre messo a disposizione dei propri assistiti l’ingegner Pietro Pallotti, Consulente tecnico di parte per la ricostruzione cinematica del sinistro, che ha analizzato la perizia dell’ing. Bursomanno unitamente al dipartimento tecnico interno di Studio3A.
Sul fronte risarcitorio, la moglie e i due figli sono già stati integralmente risarciti, pur nella consapevolezza che nessun risarcimento, tuttavia, potrà restituire loro Rino o colmare il vuoto lasciato dalla perdita di un marito e di un padre. La definizione di questi aspetti, non esaurisce il bisogno di giustizia: ora la famiglia, e Studio3A che li assiste, attende dal processo penale risposte sull’accertamento delle responsabilità per una morte che ha segnato per sempre la vita dei suoi cari.