“L’olivicoltura rappresenta identità, lavoro, economia e tradizione per la Puglia e per molte regioni del Mediterraneo. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo risposte concrete sulla grave crisi che sta colpendo il settore dell’olio extravergine di oliva“.
Lo dichiara l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Valentina Palmisano, intervenendo sulla crisi che sta investendo il comparto, segnata dal rallentamento delle vendite, dall’aumento delle giacenze nei magazzini, dalla crescita dei costi di produzione, dalla contrazione dei consumi e dalla forte pressione sui prezzi. Una combinazione di fattori che sta mettendo in seria difficoltà aziende agricole, cooperative e frantoi.
“Alla Commissione europea – spiega Palmisano – ho chiesto se sia pienamente consapevole dell’impatto che questa crisi sta avendo sul reddito dei produttori e quali strumenti intenda mettere in campo per sostenere il comparto. Occorre valutare misure straordinarie nell’ambito della Politica Agricola Comune e attivare efficaci strumenti di gestione delle crisi”.
Un altro tema fondamentale, oggetto dell’interrogazione, riguarda le importazioni provenienti dai Paesi terzi.
“Non possiamo continuare a chiedere agli agricoltori europei standard elevatissimi sul piano ambientale, fitosanitario e sociale senza pretendere gli stessi requisiti da chi esporta verso il mercato europeo. Il principio di reciprocità deve diventare una priorità”.
Nel merito della richiesta avanzata dalla Regione Puglia e dalla Regione Calabria di aprire un confronto urgente sulla crisi del settore, l’europarlamentare si è detta favorevole.
“Serve un’azione coordinata tra istituzioni regionali, Governo nazionale e Unione europea per difendere la competitività dell’olio extravergine italiano e garantire un futuro a migliaia di imprese e lavoratori. Difendere l’olio extravergine – conclude – significa difendere un patrimonio economico, culturale e identitario che appartiene a tutto il nostro territorio”.