La brutta storia di Vincenzo Giunta, licenziato dall’ azienda di vigilanza Sveviapol dopo aver subito tre operazioni al cervello . L’ ennesima.

Altro caso in cui vengono calpestati i diritti di chi è costretto ad assentarsi dal posto di lavoro per gravi problemi di salute. Dopo il caso( che tutti ricorderanno) della dipendente Basell Patrizia ( Zoe), è la volta di Vincenzo Giunta, dipendente della Società Sveviapol, e viene forte il dubbio che in questa città ( già alle prese con una grave crisi occupazionale) i diritti dei lavoratori ( ma non solo dipendenti, ma anche piccoli imprenditori e commercianti) non siano tutelati a tutti i livelli.


La storia di Vincenzo, un amico dei brindisini, grande appassionato di calcio e di sport e molto conosciuto in città, fa venire i brividi solo a raccontarla. Da un anno Vincenzo lotta contro un tumore al cervello che tuttavia non lo ha mai abbattuto, fisicamente e psicologicamente. Vincenzo è un grande lottatore, uno che ama la vita e la gente, trasferendo puntualmente i propri valori umani nel lavoro, nella famiglia e in chi gli vuol bene. Non per niente, è da sempre, tra l’ altro, uno dei “ capi storici” del tifo organizzato calcistico, perché il Brindisi Calcio ( soprattutto) è insieme alla Juventus uno dei suoi “ grandi amori”.
Lui è in malattia dal 16 giugno. L’ azienda ( dove Vincenzo lavora dal 2010) era perfettamente a conoscenza della particolare fase della vita , inaspettata, che avrebbe visto Vincenzo concentrato soprattutto nel cercare di sconfiggere definitivamente “la bestia”. Eppure, proprio venerdì scorso, gli ha fatto il “ brutto regalo” del licenziamento.
A raccontare questa brutta storia è lo stesso Vincenzo, a cui, in queste ore, sta arrivando la solidarietà dei brindisini. “ E’ da un anno praticamente che sto lottando come un leone,per rientrare serenamente nel mio posto di lavoro ma soprattutto per avere una vita normale. I miei amici e la mia famiglia mi hanno sostenuto sin dal primo momento, con un amore infinito, che mi spinge a non abbattermi mai, a credere sempre più nella vita nonostante tutto. Ho già subito tre operazioni , in una spola tra Brindisi e Milano che potrebbe rappresentare una vera e propria “ odissea” ma per me è soprattutto una grande prova che evidentemente il destino mi ha assegnato. Sono stato pochi giorni fa a Milano per l’ ennesima prova e cosa mi ritrovo? Una lettera di licenziamento in cui la Sveviapol mi fa sapere di aver superato in sostanza il periodo di comporto concesso dal datore di lavoro e previsto nei casi di problemi di salute e malattia. Un fulmine a ciel sereno, ma evidentemente hanno sbagliato nei conteggi del termine di comporto, se di calcoli si può parlare quando si tratta di decidere sulla pelle di chi sta lottando per la vita”.
Ma Vincenzo, commosso e profondamente turbato, non molla….. lui è un lottatore. “ Ho subito impugnato il licenziamento con il mio avvocato e a livello sindacale, è un’ ingiustizia che non merito. Ma questa vicenda mi sta facendo capire ancora di più quanta gente mi vuole bene. Mi hanno telefonato amici e consiglieri comunali, come Mauro D’ Attis che ha confermato il suo interessamento. Ma anche cittadini e vari rappresentanti sindacali”.
Questa è la brutta storia di Vincenzo Giunta, che in un certo senso ricorda quella di Patrizia (Zoe), la dipendente Basell che ha vinto contro il cancro ma vittima di una grossa ingiustizia da parte della multinazionale. La donna ha vinto la sua battaglia, è rientrata sul posto di lavoro anche grazie al continuo sostegno della comunità brindisina. Lo stesso auguriamo a Vincenzo.


Gen.le Lettore.

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