Massimo Di Cesare (Cgil): «Serve una svolta vera per fermare lo sfruttamento e rimettere al centro dignità e sicurezza del lavoro»
La CGIL di Brindisi interviene con forza sul tema degli appalti e dei subappalti, rilanciando nel territorio l’iniziativa nazionale per una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a contrastare le distorsioni del sistema e a rafforzare tutele e diritti per lavoratrici e lavoratori.
In un contesto segnato da una crescente frammentazione dei cicli produttivi e da un uso spesso improprio delle esternalizzazioni, la Cgil evidenzia come il ricorso incontrollato ad appalti e subappalti stia generando effetti pesanti: precarietà diffusa, abbassamento dei salari, indebolimento della sicurezza e diffusione di pratiche irregolari che alterano la concorrenza tra imprese.
«Non possiamo accettare che il lavoro venga spezzettato e svuotato di diritti attraverso meccanismi che troppo spesso favoriscono solo il risparmio sui costi a discapito delle persone», dichiara il segretario generale della Cgil Brindisi, Massimo Di Cesare. «La proposta di legge rappresenta una risposta concreta per ristabilire regole chiare e garantire condizioni dignitose lungo tutta la filiera degli appalti».
Al centro dell’iniziativa vi è l’obiettivo di mettere un argine allo sfruttamento, al lavoro nero e al dumping contrattuale, fenomeni che incidono profondamente anche sul tessuto produttivo
brindisino, dove numerosi settori sono caratterizzati da catene di appalto complesse e spesso poco trasparenti.
La Cgil di Brindisi si sta già organizzando per sostenere attivamente la campagna di raccolta firme che partirà nelle prossime settimane, promuovendo momenti di confronto, assemblee nei luoghi di lavoro e iniziative pubbliche per coinvolgere lavoratori, cittadini e realtà sociali del territorio.
«Questa battaglia riguarda non solo chi lavora negli appalti, ma l’intero sistema produttivo e la qualità dello sviluppo», prosegue Di Cesare. «Contrastare il dumping e l’illegalità significa difendere
anche le imprese sane e costruire un mercato basato su regole giuste e trasparenti».
Il sindacato sottolinea inoltre il ruolo fondamentale della contrattazione collettiva come strumento per migliorare le condizioni di lavoro e rafforzare i diritti, evidenziando come la frammentazione contrattuale rappresenti uno dei principali fattori di indebolimento delle tutele.
«Dobbiamo riportare al centro il lavoro stabile, tutelato e sicuro, superando logiche che scaricano sui lavoratori i costi della competizione», aggiunge il segretario. «Per questo la proposta di
legge è un passaggio fondamentale, ma serve anche un impegno costante nei territori e nei luoghi di lavoro».
La Cgil Brindisi ribadisce quindi il proprio impegno a sostenere con determinazione questa iniziativa, promuovendo una mobilitazione ampia e partecipata per affermare un modello di sviluppo fondato sulla legalità, sulla dignità del lavoro e sulla piena tutela dei diritti.
Nei prossimi mesi saranno avviate ulteriori iniziative pubbliche e momenti di confronto per rafforzare la consapevolezza sul tema e costruire un percorso condiviso che veda protagonisti lavoratori, istituzioni e comunità locali. «I diritti non si appaltano», conclude Di Cesare, «e il nostro compito è farli vivere ogni giorno, dentro e fuori i luoghi di lavoro».