Di Giuseppe Lacorte, Segretario Generale CISL FP Taranto Brindisi

Una nota della Prefettura di Brindisi del 12 giugno u.s. chiarisce un punto preciso: l’ASL Brindisi ha ripristinato l’accesso del 118 per i pazienti bisognevoli dei reparti di ginecologia, ortopedia, pediatria e urologia verso il nuovo ospedale Monopoli-Fasano; per ulteriori sviluppi si dovranno attendere le previste intese istituzionali tra le amministrazioni interessate.
In queste ore, tuttavia, il dibattito pubblico ha assunto toni che rischiano di allontanarsi dai fatti.
In Italia accade spesso che una nota amministrativa parta come un documento e arrivi sui social come un’epopea e che nel tragitto perde qualche dettaglio e guadagna parecchi eroi.
La CISL FP ritiene invece necessario riportare la discussione sul terreno della programmazione sanitaria e dell’interesse dei cittadini.
Da sempre sosteniamo una sanità capace di superare i confini amministrativi quando questo migliora la qualità delle cure e se una struttura moderna e attrezzata può offrire risposte efficaci ai pazienti, è giusto che sia accessibile senza barriere territoriali.
La salute non può essere ostaggio delle geografie istituzionali!
Al tempo stesso, però, non possono essere ignorati i principi che regolano l’emergenza-urgenza e l’organizzazione dei servizi sanitari; e il primo di questi principi è il tempo di cura.
Prendiamo un caso concreto, lontano dagli spot politici: se un cittadino ha un’emergenza, deve essere assistito nella struttura più vicina e più adeguata alle sue condizioni cliniche, quella che per logica, sicurezza e organizzazione sanitaria rappresenta il naturale punto di riferimento del territorio.
Pensare di dirottare un paziente da Ostuni o Ceglie Messapica verso Monopoli, come qualcuno pretenderebbe, solo per ridisegnare sulla carta i flussi sanitari tra Bari e Brindisi o per giustificare l’esistenza del nuovo mega-plesso, è un esercizio teorico che si scontra con la realtà dei fatti.
In emergenza non contano le appartenenze provinciali, non contano le statistiche e non contano le rivendicazioni politiche: conta arrivare nel minor tempo possibile nel luogo in cui si può ricevere la cura necessaria.
Le ambulanze non sono strumenti di pianificazione territoriale e non servono a riequilibrare i flussi tra aziende sanitarie né a certificare il successo di qualche scelta politica bensì a portare un paziente dove può essere curato meglio e più rapidamente. Tutto il resto viene dopo.
Per la CISL FP occorre evitare che l’integrazione tra territori si trasformi in una competizione tra presidi ospedalieri o, peggio ancora, in alibi per indebolire ulteriormente le strutture della provincia di Brindisi, che continuano a soffrire carenze di personale e le criticità organizzative ben note.
La sanità senza confini è un obiettivo condivisibile e moderno.
Ma ogni scelta organizzativa deve partire da una regola semplice: il cittadino e il suo diritto alla cura vengono prima di ogni equilibrio amministrativo, perché il confine che non può essere superato non è quello tra due province ma quello imposto dal tempo quando si tratta di salvare una vita.