Dopo l’incontro di oggi con Enel in Confindustria, la richiesta di un accordo confederale per gestire smantellamento, bonifiche e occupazione. Al Commissario straordinario la richiesta di un
tavolo per i primi di settembre su Brindisi L’incontro svoltosi oggi, 23 luglio, nella sede di Confindustria Brindisi con Enel ha consentito di affrontare ancora una volta la situazione dei lavoratori ex Sir, passati nel frattempo da 50 a 47 unità.
Questi lavoratori meritano una soluzione di lungo periodo, così come tutti i lavoratori diretti e indiretti coinvolti nella fase di dismissione della centrale Enel Federico II di Cerano.
È certamente apprezzabile l’impegno assunto da Enel per non lasciare indietro nessuno in una condizione che, ormai, è a tutti gli effetti di dismissione degli impianti. Altro che conservazione e
riserva a freddo: non si è riusciti neppure a scrivere correttamente il decreto.
È altrettanto vero, però, che questo impegno è stato condiviso quasi in egual misura dalle imprese di appalto e, soprattutto, dai lavoratori, che hanno rinunciato a una parte del proprio salario pur
di conservare il posto di lavoro.
In questa condizione continuiamo a navigare a vista, senza un programma definito e senza una prospettiva certa. Una situazione che non fa bene a nessuno: né ai lavoratori, né alle imprese, né
all’intero territorio brindisino.
L’incontro di oggi è servito a individuare, ancora una volta, una soluzione temporanea e parziale, che consentirà di arrivare fino al prossimo 30 settembre. Non può essere, tuttavia, questo il
metodo con cui affrontare una crisi industriale e occupazionale di tale portata.
La Cgil Brindisi, attraverso il proprio Coordinamento Industria, ha chiesto a Enel, Confindustria Brindisi e CNA Brindisi di lavorare alla sottoscrizione di un accordo confederale che permetta di
gestire con certezza l’intera fase dello smantellamento degli impianti, della loro messa in sicurezza e delle successive bonifiche.
È necessario sapere con chiarezza quanti mesi di attività abbiamo davanti, se 24 o 36, quale sarà la reale quantità di lavoro disponibile e quanti lavoratori sarà possibile garantire durante tutte le fasi previste.
Anche il progetto per la costruzione dei sistemi di accumulo Bess segue, purtroppo, tempistiche differenti rispetto alla realizzazione della Gigafactory di Eni. È un peccato che non si sia lavorato fin
dall’inizio secondo una vera logica di filiera.
La realizzazione delle Bess rappresenta comunque, in questo momento, un’opportunità importante per i lavori edili ed elettrici e può produrre ricadute occupazionali significative. Tutte le
attività che saranno avviate richiederanno inoltre una presenza rilevante del comparto della logistica, con un ruolo non secondario anche dell’Autorità di sistema portuale.
È con rammarico che la Cgil Brindisi prende atto dei gravi ritardi accumulati nella realizzazione dell’Accordo di programma, nonostante il ruolo propositivo assunto da Enel e dal commissario
straordinario.
Al momento non vediamo l’ombra di alcun investimento concreto destinato alla reindustrializzazione del territorio, né risorse a sostegno dei pochi progetti rimasti tra le 64 manifestazioni di interesse inizialmente presentate.
Occorre lavorare in maniera sinergica per ricostruire un’unità di intenti tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, istituzioni e forze politiche. Brindisi ha bisogno di risposte certe e
concrete, che si traducano quanto prima in progetti realmente realizzabili, investimenti, politiche industriali e lavoro duraturo.
A tale scopo Cgil Brindisi e Coordinamento Industria chiedono al Commissario straordinario un tavolo per i primi di settembre su Brindisi da svolgersi in Prefettura a Brindisi al fine di effettuare un monitoraggio della situazione e la verifica degli impegni.
Lo merita il territorio di Brindisi. Lo meritano le lavoratrici e i lavoratori di oggi e di domani.
Il Coordinamento Industria
Massimo Di Cesare
Segretario generale GGIL Brindisi