“È stata tradita la volontà unanime dell’Assise Regionale. Un ennesimo scippo che priva Taranto di un riscatto culturale ed economico. Accolgo con profondo rammarico e sdegno la notizia della cessione a titolo gratuito della portaerei Giuseppe Garibaldi alla Repubblica Indonesiana – dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Annagrazia Angolano”.

“Una decisione calata dall’alto dal Governo centrale che consuma l’ennesimo sgarbo istituzionale nei confronti della città di Taranto e dell’intera comunità pugliese”.

“Un epilogo che arriva a pochi mesi di distanza dalla battaglia condotta da me in prima persona proprio in Aula. La partenza della Nave Garibaldi rappresenta una ferita profonda per il territorio tarantino. Lo scorso marzo avevo portato in Consiglio regionale una mozione, sottoscritta e condivisa all’unanimità da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, per chiedere con forza al Governo e al Ministero della Difesa il blocco immediato della cessione. La proposta puntava a mantenere la nave a Taranto e a riconvertirla in un grande polo museale galleggiante, sfruttando anche i ribassi d’asta dei Giochi del Mediterraneo per la copertura finanziaria. Registrare oggi che il Governo Meloni e il ministro Crosetto hanno deliberatamente ignorato la voce unitaria della Puglia è un fatto grave, che svilisce la democrazia rappresentativa e mortifica le legittime aspirazioni della nostra comunità”.

“Il progetto di trasformazione della portaerei in museo navale – tassello chiave già introdotto nell’ambito del piano “Cantiere Taranto” durante il Governo Conte II e promosso dal senatore Mario Turco avrebbe garantito alla città un volano unico per la diversificazione economica, culturale e turistica, superando gradualmente il monocolore industriale che ne ha segnato il passato”.

“Con una buona dose di lungimiranza mirata alla diversificazione socio-economica e ai potenziali flussi turistici, avremmo potuto consegnare alle future generazioni un attrattore turistico di risonanza mondiale, custodendo un simbolo identitario legato a Taranto da oltre 40 anni – prosegue Angolano -, invece si è preferito regalare questo patrimonio pubblico all’estero nell’ambito di un’operazione che lascia tuttora aperti troppi interrogativi sulle reali contropartite commerciali per l’industria della Difesa privata. Taranto non merita di essere trattata come una terra di conquista da saccheggiare e poi abbandonare. Continueremo a pretendere rispetto e trasparenza per la nostra terra e a batterci affinché le scelte strategiche sul futuro del territorio tornino ad essere decise con chi quel territorio lo vive ogni giorno”.