BRINDISI.SPAZILIBERI, la mostra di arte nel sociale, prosegue sino al 15 gennaio 2019

SPAZILIBERI, la mostra di arte nel sociale, prodotta dalla Compagnia d’Arte Dinamica ALPHAZTL al Palazzo Granafei Nervegna, inaugurata il 15 novembre scorso, in virtù del grande interesse suscitato, prosegue sino al 15 gennaio 2019, tutti i giorni dalle 9 alle 21, grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale.

SPAZILIBERI convivrà, in questo periodo, con la mostra ARTE LIBERATA con opere confiscate alla mafia. Il Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi diventa centro nevralgico di arte che ritorna al sociale.

SPAZILIBERI, infatti, curata da Ilaria Caravaglio è divisa in quattro spazi e racconta attraverso video, foto e installazione, l’esperienza artistica decennale nel sociale del coreografo Vito Alfarano svolta con i detenuti della Casa Circondariale di Brindisi e Rovigo, con i detenuti psichiatrici della REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza detentive) di Carovigno, con i richiedenti asilo del CARA di Restinco e i ragazzi con Sindrome di Down della AIPD Brindisi; ARTE LIBERATA, comprende opere d’arte che vengono alla luce e verranno condivise con tutti.

Le finalità sociali di entrambe le mostre, Arte Liberata e SPAZILIBERI, le rendono ancor più interessanti.

SPAZILIBERI espone, altresì, una nuova installazione: I HAD A DREAM di Vito Alfarano.

Il coreografo brindisino aveva creato nello SPAZIO 3 una installazione con foto di scena I HAVE A DREAM, performance di danza contemporanea che tratta del viaggio affrontato dagli immigrati per realizzare il proprio sogno.

Le foto, scattate da Dario Discanno, Domenica Summa e Tommaso Gioia, immerse nell’acqua in teche di vetro, col tempo, a contatto con elementi provenienti dal mare, si sono modificate attraverso un processo di decomposizione. Un po’ a galleggiare, un po’ a fondo stanno a ricordare i sogni di chi la costa l’ha potuta solo sognare e non ci è riuscito. A commemorare esseri umani che non sono riusciti ad approdare sulla terra ferma, luogo che avevano idealizzato come un mondo dove ricominciare a vivere. Le foto decomposte immerse in acqua cancellano i sogni di chi “aveva un sogno”.

Sino al 6 gennaio, SPAZILIBERI (dal lunedì al venerdi dalle 9 alle 13 e dal venerdi alla domenica dalle 18 alle 21) ospiterà i ragazzi e le operatrici di AIPD, Associazione Persone Down di Brindisi che già animano, attraverso foto e video lo SPAZIO4 all’interno della mostra, e che sono testimonial del calendario fotografico 2019 “I Can, I Will. End of the story”, il cui ricavato sovvenzionerà i progetti dell’Associazione stessa. Tanti e nuovi motivi per vivere (o rivivere) SPAZILIBERI.


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