Uil Brindisi:Abbiamo sempre considerato la decarbonizzazione come un’occasione straordinaria per aiutare la ripresa economico-sociale, anche per il nostro territorio.

Lo abbiamo detto sin da quando non era ancora chiaro e definito il fattivo contributo di capitali che la Comunità Europea avrebbe messo a disposizione degli Stati membri per aiutare la fase di rilancio tanto attesa.

Tuttavia la certezza che questa opportunità venga utilizzata al meglio si scontra con la realtà che viviamo ogni giorno. Una realtà che rischia di vanificare le aspettative e le possibilità di vedere finalmente schierati insieme tutti i protagonisti che devono contribuire a raggiungere gli obiettivi auspicati: migliorare la qualità della vita della nostra comunità, tutelando l’aspetto occupazionale, senza rischiare di sprecare l’ennesima opportunità. Ci preoccupiamo di ciò che sta’ causando la conversione a gas della centrale Federico II° in termini di riduzione di posti di lavoro per i dipendenti diretti e la chiusura di decine di piccole e medie imprese con il licenziamento di altre centinaia di lavoratori dell’indotto. Un danno incalcolabile senza nessun confronto sindacale nonostante le continue sollecitazioni alla discussione. Un bilancio a tutto vantaggio dell’ENEL a scapito di maestranze e famiglie già fortemente colpite dalla difficilissima recessione in atto, ancora più aggravata dalla pandemia. Esperienze già vissute che non vorremmo si ripetessero, come il ridimensionamento del petrolchimico a fine anni ’80. La UIL continuerà a svolgere con convinzione il ruolo che le compete richiamando alle responsabilità tutte le Istituzioni!  Ci rivolgiamo perciò al primo cittadino di Brindisi, sempre più impegnato a guardare al futuro piuttosto di preoccuparsi del presente. L’obiettivo è quello di impedire e bloccare il disastro occupazionale che si sta consumando in ENEL aprendo subito un tavolo di confronto con la Società elettrica per discutere e regolamentare eventuali cambiamenti, fino ad ora a perdere, della forza lavoro impegnata nell’impianto e nelle manutenzioni. Secondo noi vale sempre il concetto che per cambiare bisogna salvaguardare e consolidare l’esistente per progettare vantaggiosamente il futuro. Nello stesso momento è critico il nostro giudizio nei confronti di quanti assicurano le possibili convenienze positive che potrebbe rappresentare l’investimento per la produzione dell’idrogeno a scopi industriali. Un progetto presentato in pompa magna che, per quanto ci riguarda è una scatola vuota, priva di contenuti ed ancora non meglio definito, che richiederà tempi molto lunghi per l’investimento e la produzione. Ci sembra più una speranza per il futuro, un futuro molto lontano che il debilitato apparato produttivo ed economico-sociale brindisino non può assolutamente permettersi. La pandemia e la decarbonizzazione, quindi, sono per il territorio argomenti fondamentali da discutere attraverso un confronto serio e costruttivo attraverso il quale rinvigorire le attese e la fiducia delle famiglie brindisine. 

Antonio Licchello


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