BRINDISI, PIANIFICAZIONE URBANISTICA FUTURO SOSTENIBILE

La pianificazione urbanistica è lo strumento essenziale per costruire il futuro sostenibile della città. Brindisi ha accumulato  negli anni  ritardi vistosi nella definizione del piano della costa, ed anche nel  completamento del piano urbanistico generale (PUG): sono passati, infatti, oltre tre anni da quando il Consiglio Comunale, nel mese di agosto 2011, approvò  il Documento Programmatico Preliminare (DPP) ed il Rapporto Ambientale Preliminare (RAP) del Piano Urbanistico Generale (PUG) e sono  abbondantemente trascorsi i 150 giorni entro cui, per legge, avremmo dovuto avere il PUG (siamo a circa 1200 giorni da allora).

In questi tre anni c’è stata una conferenza di copianificazione, ci sono stati convegni ed interventi e soltanto nelle ultime settimane  è stata annunciata la presentazione della  stesura finale del PUG. Il Forum ribadisce che obiettivi fondamentali devono restare il recupero e la riqualificazione dell’assetto urbano esistente ( non una  nuova espansione  e nuovo consumo di  suolo)  con una programmazione  rivolta a realizzare la  “città d’acqua”. Il piano della costa, commissionato nel 1983 e  mai portato a termine, è l’emblema del degrado  e degli abusi perpetrati e di quelli  consentiti a danno del territorio e della  corretta gestione politico-istituzionale del suo uso.

E’ stato da poco presentato un Piano  Comunale Costiero (PCC) che è un ibrido fra il piano di riqualificazione del litorale e il piano territoriale dell’area costiera compresa fra  linea  di costa ed i 300 metri di terreni all’interno di essa e quella pianificazione nell’area demaniale che, in attuazione delle leggi del piano regionale di riferimento, dovrebbe essere l’unico oggetto del PCC. E’ il PUG  che deve dettare principi e disposizioni operativi che consentano di riqualificare e sanare il sanabile, di eliminare ciò che sanabile non è (tanto più in aree sottoposte a vincolo e demaniali ) e di programmare opere ed infrastrutture se rispondenti agli  indici urbanistici, ad una  mobilità  e ad uno sviluppo sostenibili. Comunque il  PCC ed il PUG  dovranno tener  conto dell’esigenza primaria di garantire i diritti dei cittadini alla fruizione ecocompatibile  dei lidi, del litorale  e della costa.


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