BRINDISI, Neri Marcorè e la «Banda Osiris» ricreano sul palco il mondo dei Beatles

«Beatles Submarine» sarà al Verdi di Brindisi martedì 2 e mercoledì 3 dicembre (ore 20.30)

«Non è un concerto, non una biografia, ma una girandola di suggestioni. Tante stazioni in cui ci si ferma a ragionare su chi erano, chi sono i Beatles oggi per noi»: Neri Marcorè imbraccia la chitarra per «Beatles Submarine», omaggio al quartetto di Liverpool in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi martedì 2 e mercoledì 3 dicembre (ore 20.30), con la «Banda Osiris» a tessere il racconto musicale dell’universo della più leggendaria band di sempre.

Un po’ teatro e un po’ concerto, un po’ rock e un po’ pop, un po’ magico e un po’ bizzarro: «Beatles Submarine» raccoglie e reinventa suggestioni, musiche, frammenti biografici, canzoni e racconti dei «Fabulous Four». Un tessuto narrativo che utilizza i brani più famosi e si ispira alle caleidoscopiche magie visive di «Yellow Submarine», ai surreali racconti di John Lennon, alle poesie di Paul McCartney, e si alimenta degli infiniti rimandi che le canzoni e gli scritti dei Beatles hanno reso eterni.

Lo spettacolo di Giorgio Gallione non segue un filo narrativo preciso, vive di ricordi, di nostalgie, ma anche di nuove interpretazioni, fantasmagorie di immagini che emergono dallo schermo su cui scorrono i disegni di Daniela Dal Cin trasformati in video d’animazione da Francesco Frongia. L’ennesima conferma che il fenomeno Beatles, a cinquanta anni dal suo incredibile boom, non è stato una moda, ma una vera e propria cultura, fatta di rabbie dolci e speranze di fantasia al potere.

«Partiamo da una storia fantastica – racconta Neri Marcorè – che risale a una quindicina di miliardi di anni fa. C’è il Fabbricatore di animali, il demiurgo Zoo che crea anche gli scarafaggi e siccome sono ritenuti arroganti vengono condannati a vivere nella spazzatura. Però poi se ne pente, si rende conto che li ha trattati troppo male e insegna loro a suonare, così nascono i Beatles».

Il tessuto narrativo, come in un «Magical Mystery Tour», passa naturalmente attraverso alcuni dei brani più leggendari dei Fab Four, ma nella costruzione c’è molto altro. «Dal punto di vista musicale – spiega Giancarlo Macrì della «Banda Osiris» – lo spettacolo è molto ricco, affrontiamo pezzi celebri come “Lucy in the sky with diamonds”, “Strawberry fields forever”, “Yesterday”, “Eleanor Rigby”, “Come Together”, e curiosamente manca proprio la canzone che ha ispirato il titolo, “Yellow Submarine”. Tutto però è rifatto alla nostra maniera. Niente effetto cover, quindi. “Come Together” ad esempio parte da una filastrocca».

I ruoli sul palco sono spesso intercambiabili: la «Banda Osiris» recita, Marcorè canta. Attività, peraltro, non nuova per quest’artista nato nel 1966 a Porto Sant’Elpidio. «Lo definirei un lavoro mimetico-biografico – ancora Marcorè – che lambisce il mondo dei Beatles attraverso suggestioni immaginifiche a cui si aggiungono giochi linguistici, umoristici, pagine di Alice di Carroll, il surrealismo di alcuni autori, come Benni, filastrocche, frammenti di vita reale, non senza momenti drammatici. In un monologo, per dire, ricostruisco l’omicidio di John Lennon. Per quanto mi riguarda, è stato il ritorno alla leggerezza che cercavo da tempo».

Nello spettacolo tutto scorre con la leggerezza di un sogno impertinente: l’energia delle canzoni dal vivo; la recitazione ironica e trascinante al tempo stesso; i disegni che si librano magicamente tra fantasie barocche e surreali; gli abbaglianti costumi di Guido Fiorato. Ottoni e chitarre, mandolini e batterie, flauti e tromboni diventano parte pulsante e cangiante del mondo dietro le maschere dei personaggi beatlesiani. Un mondo plasmabile come il pongo, in musica e parole. Neri Marcorè diventa una sorta di quinto Beatles-Virgilio, un folletto fuori misura che riprende il filo disperso dei racconti, per guarire da quella brutta malattia dell’età adulta che è smettere di credere alle storie impossibili.

Un’immersione eversiva dentro l’onda mitica della “beatlesmania”, perché di questo pezzo di storia della musica pop non c’è e non ci sarà mai un’unica versione.

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e venti minuti senza intervallo
Per tutte le informazioni fondazionenuovoteatroverdi.it
Tel. (0831) 229230 – 562554


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